Fatture con prodotti non consegnati, prezzi o pesi non corrispondenti, vuoti addebitati in fattura.

Sono solo alcuni dei raggiri che stiamo registrando in questi giorni, molti ad opera degli agenti e rappresentanti e ad insaputa della stessa azienda.

Un esempio: un rappresentante consegna ad un cliente i prodotti richiesti, compilando il DDT regolare, il cliente lo controlla e trova tutto perfetto. A fine mese viene emessa fattura con indicazione di prodotti mai consegnati a quello stesso cliente, bensì consegnati senza fattura ad altri clienti, i quali hanno pagato in nero al rappresentante.

Molto spesso questo avviene ad insaputa della stessa ditta fornitrice. Alcuni aggiungono in fattura dei pesi che non corrispondono al DDT, altri ancora addebitano, una seconda volta, vuoti già ritirati.

L’art. 515 c. p., punisce con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a euro 2.065, qualora il fatto non costituisca delitto più grave, «chiunque, nell’esercizio di una attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, consegna all’acquirente una cosa mobile per un’altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita. Se si tratta di oggetti preziosi — stabilisce il capoverso — la pena è della reclusione fino a tre anni o della multa non inferiore a euro 103».

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