La Corte di Cassazione Pen. Sez. VI, Sent., (ud. 17-12-2010) 27-01-2011, n. 3014 equipara lo studio professionale al domicilio privato. Secondo la suprema Corte se un individuo, invitato ad allontanarsi, si trattiene all'interno dello studio commette violazione di domicilio (art. 614, comma 2 c.p.).

È stata prorogata fino al 31 luglio 2011 la moratoria dei finanziamenti da parte delle aziende che non hanno usufruito fino ad oggi della sospensione. Inoltre sono state approvate nuove iniziative per coloro che hanno gia' usufruito di tale proroga e sono ancora in situazioni finanziarie difficili.

Il nuovo accordo per il credito alle Pmi si fonda su quattro pilastri: oltre alla proroga fino al 31 luglio 2011, l’accordo siglato lo scorso 16.02.2011 stabilisce la possibilità di allungare la durata dei mutui che hanno già avuto la sospensione per un periodo pari alla vita residua del finanziamento, la possibilità di utilizzare strumenti per gestire il rischio di tasso per mutui interessati all’allungamento e, da ultimo, la possibilità di usufruire di appositi finanziamenti per le imprese che avviano processi di rafforzamento patrimoniale.

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Il termine triennale per l'accertamento della decadenza delle agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa, in caso di cessione entro i cinque anni, decorre dall'anno successivo alla data di registrazione dell'atto di trasferimento (cessione).

La Cassazione ha definitivamente chiarito , con ordinanza n. 3782 depositata il 15 febbraio 2011, che l'Amministrazione Finanziaria ha tre anni di tempo per accertare la decadenza del diritto alle agevolazioni fiscali da parte del contribuente che abbia acquistato e venduto entro i cinque anni, l'abitazione per la quale ha chiesto l'applicazione del regime agevolato (ex L. 168/1982 e ss.). Nel caso, quindi, il contribuente abbia rivenduto, senza acquistare un'altra abitazione, l'immobile prima dei cinque anni, questi dovra' pagare la differenza fra l'imposta agevolata e l'imposta ordinaria e una sanzione del 30%.

Anche ai lavoratori extracomunitari , che prestano la loro attivita' in due diversi Paesi UE , si applicano i Regolamenti CE n. 883/2004 e 987/2009. Con effetto dal 01 gennaio 2011 ( Regolamento CE n. 1231/2010 e circolare INPS n. 51/2011) i principi e le disposizioni generali di cui ai Regolamenti CE n. 883/2004 e 987/2009 si applicano anche ai lavoratori extracomunitari, ai loro familiari e superstiti , ai quali tali norme non siano gia' applicabili in ragione della loro nazionalita'. Quindi se un lavoratore presta la sua attivita' in Italia e si trasferisce in Francia, l'INPS dovra' corrispondere a questo extracomunitario la stessa prestazione che spetta al lavoratore comunitario. Fanno eccezione Danimarca (che non ha ratificato i Regolamenti e il Regno Unito, che ha ratificato solo il Regolamneto n. 859/2003).

Per l'INPS l'obbligo di versare i contributi per un collaboratore a progetto, residente all'estero, grava sul committente italiano. Rispondendo ad un interpello dei Consulenti del Lavoro (Interpello n. 12 dell'8 marzo 2011) l'INPS ha chiarito che:

  1. in presenza di un contratto a progetto con un collaboratore straniero, l'obbligo di versare i contributi grava sul committente italiano
  2. il singolo Paese membro puo' recuperare i contributi dovuti nei confronrti dell'istituzione di riferimento di un altro Paese membro (Regolamenti CE 883/2004, 987/2009 e 988/2009)
  3. nel caso in cui al lavoratore straniero si applichi la normativa italiana, la stessa dovra' essere rispettata secono le regole dettate per il rapporto in questione

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