L'articolo 7 del Decreto Legge "Sviluppo" consente a persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti, privi di stabile organizzazione in Italia, di rivalutare il costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni posseduti, al di fuori del regime d’impresa, alla data del 1° luglio 2011, affrancando in tutto o in parte le plusvalenze conseguite, ex art. 67 comma 1, lett. da a) a c-bis), del TUIR, allorché le partecipazioni o i terreni vengano ceduti a titolo oneroso. L'imposta sostitutiva si calcola sul valore risultante dalla perizia. Le aliquote per calcolare l'imposta da versare sono:

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Con il decreto sviluppo è stato elevato da 5.164 a 10 mila euro l'ammontare di costo massimo dei beni la cui distruzione può essere provata attraverso una semplice dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà.

In caso di distruzione di beni, gli adempimenti da compiere per vincere la presunzione di cessione degli stessi è stata chiarita dal Ministero delle Finanze con la C.M. 23.7.98 n. 193/E, e si riferisce a due tipologie di operazioni:

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Il Regolamento del Consiglio europeo n. 282/2011 del 15 marzo 2011 (pubblicato sulla GUUE serie L n. 77 del 23 marzo 2011) risolve alcune questioni sulla territorialità delle operazioni, in tema di soggetti passivi, prestazioni di servizi e operazioni imponibili, così da garantire un’applicazione uniforme dell’imposta in tutto il territorio della Comunità. Secondo quanto previsto dall’articolo 65 di tale regolamento, le nuove disposizioni diventeranno applicabili a breve, ovvero a partire da luglio 2011.

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L’articolo 8, comma 1 del Decreto Sviluppo apporta due modifiche alla disciplina del contratto di inserimento contenuta nel Decreto Legislativo n. 276/2003. In primo luogo, il Decreto Sviluppo interviene sul campo di applicazione del contratto di inserimento, modificando l’articolo 54, comma 1, lettera e) del suddetto D.Lgs nella seguente maniera:

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La possibilita' di ricorrere al ravvedimento operoso viene estesa a tutti i versamenti tributari. Se l'adempimento omesso viene sanato entro 30 giorni dalla scadenza la sanzione si riduce ad 1/10 del minimo (30% o diversa misura prevista dalla norma). Se l'inadempimento viene sanato entro il termine della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale e' commessa la violazione, la sanzione e' ridotta ad 1/8 del minimo (30% o diversa sanzione prevista dalla norma).

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