Il pacchetto ViDA (VAT in the Digital Age) introduce una revisione strutturale dell’IVA UE attraverso tre direttrici operative. In primo luogo, viene istituito un sistema di Digital Reporting Requirements (DRR) basato su fatturazione elettronica obbligatoria per le operazioni intra-UE e trasmissione dei dati quasi in tempo reale alle autorità fiscali, con progressivo superamento degli elenchi riepilogativi (Intrastat).

In secondo luogo, si amplia il regime OSS/IOSS verso un modello di registrazione IVA unica, consentendo ai soggetti passivi di gestire gli obblighi dichiarativi e di versamento in un solo Stato membro, anche per operazioni oggi escluse.

Infine, per l’economia delle piattaforme, viene rafforzato il meccanismo del “deemed supplier”, attribuendo alle piattaforme digitali la responsabilità di riscossione e versamento dell’IVA in specifici casi (es. servizi di alloggio e trasporto passeggeri).

L’attuazione sarà graduale: i DRR e l’e-invoicing intra-UE diverranno obbligatori dal 2028, con possibilità per gli Stati membri (tra cui l’Italia) di anticipare o adattare i sistemi nazionali già in essere, che dovranno essere allineati ai nuovi standard comunitari.