La Cassazione con sentenza n. 1254/2025 ha confermato che la messagistica istantanea tramite WhatsApp può costituire piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, a condizione che colui contro il quale sono prodotte non ne disconosca l’autenticità.

Anche in ambito penale (Cass. Pen. 19/10/2022, n. 39529) si è espressa a favore del valore di prova documentale ex art. 234 c.p.c. dei messaggi WhatsApp.

Facile pensare che il valore di prova venga esteso anche in ambito tributario.